Certificazioni di “moda” nei cosmetici

moda cosmetici

Le grosse aziende cosmetiche fanno il mercato, fanno le tendenze, come le grosse aziende del fashion.

Le piccole sono più attente ai nuovi gusti, alle nuove esigenze del consumatore.
Cercando in internet mi sono reso conto che sono sempre più esibite le certificazioni, aumentano sempre più e spesso sono comuni con il settore agroalimentare.

Tre sono le principali parole chiave (certificazioni), soprattutto in ambito agroalimentare, ora in ambito cosmetico ma per estensione anche in altri ambiti: biologico (bio o in inglese organic), vegano (veg) e halal.

In ambito cosmetico Vegano è spesso associato a Cruelty Free (not tested on animals).

Alcuni nuovi bolloni sono senza olio di palma e più specifico del settore cosmetico senza parabeni.

Inoltre un’attenzione maggiore è rivolta a dichiarare che si tratti di un’azienda etica (richiesto anche dalla certificazione halal) e che una percentuale dei guadagni vada a nobili cause (charity, carità).

Molto particolare che nei bollini tratti da un’azienda inglese in evidenza vi sia handmade in the UK.
La fierezza che sia fatto a mano e in Gran Bretagna non certo una nazione conosciuta per i suoi cosmetici (spesso c’è anche la credenza che sia un popolo poco dedita alla pulizia).

Da notare la bellezza di alcuni loghi come quello cruelty free con il coniglio con le orecchie a cuore.